lunedì 12 aprile 2010
Passo.
E ho visto questo film sui draghi che mi ha commossa proprio in quel punto lì dove disegnano le facce coi legnetti - perché mi son detta che sì, forse gli amici fanno così. Si disegnano le facce a vicenda, anche se uno dei due lo deve fare tenendo il legno con la bocca.
Oh forse no, però quella scena mi ha commossa. Probabilmente la suggestione data dalla musica ha fatto il suo lavoro.
Insomma, tutta questa cosa sull'amicizia e sul non aver paura del diverso ti fa un po' commuovere.
***
Ogni volta che alzava un piede e lo spostava un po' più avanti, per cercare di giungere a destinazione anche contro la propria volontà, qualcosa di molto simile ad un buco nero scavava più in profondità nella sua pancia - più o meno lì, all'altezza della bocca dello stomaco. Come risucchiate da un'inversione gravitazionale le sue viscere si contorcevano e cercavano di sbucare fuori dalla schiena, forse nel magro tentativo di ancorarsi al primo palo di passaggio e impedirle di procedere oltre.
Quanto era poco probabile cha accadesse tanto sarebbe stato divertente da raccontare - no, vedi, il mio cardias si è impuntanto e proprio non ha voluto saperne.
Aveva le mani coperte da una pellicola di sudore freddo, e se le sfregava in continuazione tra loro e sul giubbotto di panno per cerca un po' di sollievo; l'unico risultato era forse un giubbotto coperto di sale, ma poco importava visto che nessuno dei suoi intestini aveva intenzione di muoversi dall'alcova protetta del suo ventre per fermarla nella sua autodistruttiva avanzata.
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