mercoledì 5 maggio 2010

Le rane nelle scarpe.



Un mese e mezzo di primavera, e tutto quello con cui ci è dato vivere sono umide giornate di pioggia dicembrina. Vento incoerente e tombini strambordanti in un caleidoscopio di automobili nervose.
Ricompaiono giacche pesanti, maglioni a maglie larghe e qualche stivale di gomma -miliardi di ombrelli roteano e volteggiano sulla pista di ghiaccio dei marciapiedi- anche quando il sole capolina da dietro il suo cappotto di nuvole perlacee e getta le sue timide mani sulla terra per raccogliere un po' di sguardi.

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