domenica 23 maggio 2010

Parlate piano.



Morte in boccetta aromatizzata all’arancia e limone. È come mandare giù sciroppo, e la testa vortica un po’, i rumori si fanno confusi; solo un dolce sprofondare nel mondo dei sogni. Solo che poi non ti svegli più. Certo, le percentuali di mortalità sono sotto il 2,5%, ma aumentano esponenzialmente in caso di assunzione contemporanea di sostanze psicoattive; tra cui, ricordiamolo, fa bella mostra di sé l’alcool. Chi può desiderare di più? Un goccetto e poi un buon sonno: davvero irresistibile. Non è chiaro se, in mancanza di farmaci o bevande alcoliche, il caffè possa fare da sostituto; forse, assunto in gran quantità, ma ciò comporterebbe un uso esponenziale di monetine, se si pensa di rivolgersi a una macchinetta automatica, oppure l’ingiusto sfruttamento di una nobile caffettiera da quattro, col solo risultato che prima di addormentarsi, se ci si riesce, si ha una vera e propria crisi nervosa. Che cosa complicata morire.

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